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huawei usa

Negli ultimi giorni è arrivata all’opinione pubblica la notizia dello scontro tra USA-Cina che riguarda il colosso tecnologico Huawei. Ma le notizie di questa settimana sono solo gli ultimi sviluppi dei una situazione conflittuale che si trascina da più tempo.

Huawei si sta trovando in mezzo ad uno scontro di natura economico e non solo tra le due superpotenze. La società di Shenzhen, oltre è ad essere il secondo produttore al mondo di smartphone, è un’azienda affermata per quanta riguarda la creazioni di infrastrutture. Infatti, la principale diatriba riguarda l’esclusione di Huawei nella costruzione delle infrastrutture 5G da parte di molte nazioni occidentali. Questi stati hanno individuato come pericoloso il profondo legame di Huawei con il governo cinese. D’altronde,
Ren Zhengfei, il fondatore è un componente del Partito comunista cinese. Questi legami hanno alimentato la paura di spionaggio tramite le tecnologie dell’azienda. Gli USA e la Gran Bretagna hanno bannato le tecnologie Huawei in ogni struttura governativa invitando gli alleati a fare lo stesso.

Huawei al centro del braccio di ferro commerciale e non solo tra Cina-USA

Ulteriore episodio di scontro tra Cina e USA è l’arresto di Meng Wanzhou,
vicepresidente del consiglio di amministrazione e chief financial officer di Huawei e figlia del fondatore stesso. Il fermo è avvenuto nel dicembre 2018 da parte delle autorità canadesi mentre la CFO era nell’aeroporto di Vancouver per uno scalo. L’arresto è partito da una richiesta dal governo statunitense richiedendone, anche, l’estradizione.

Secondo le accusa ufficializzate al tribunale federale di Brooklyn, Huawei e Meng Wanzhou sono accusati di cospirare per frodare quattro istituiti bancari, tramite Skycom Tech Co Ltd, una presunta società usata per aggirare le sanzioni statunitensi contro l’Iran. La società cinese si è dichiarata innocente, sostenendo che Skycom sia solo un partner commerciale locale.

Il Canada, nei mesi successivi, ha emesso un’autorizzazione a procedere, dando il via ufficialmente al processo di estradizione per Wanzhou che era in libertà vigilata, dopo aver pagato una cauzione.
La Cina si è opposta a tale decisione definendo l’estradizione una «persecuzione politica».

E ora torniamo alla stretta attualità. Trump, nell’ottica degli ultimi mesi di guerra commerciale tra Cina-USA, ha incluso Huawei, nella “entity list“, in quanto ritenuta azienda pericolosa per la sicurezza nazionale. Questa decisione va a interrompere la relazione tra la società di Shenzhen e Google, fornitore di Android, il suo sistema operativo. Questa decisione crea problemi a entrambe le società. Huawei ha prontamente risposto avviando una creazione di un sistema operativo proprietario che rischia però di rendere meno appetibili i suoi device nei mercati extra-cinesi.

La situazione è in continua evoluzione. Infatti, Trump con nuove dichiarazioni, ha aperto una possibilità di apertura nei confronti della società cinese.

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